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Guida pratica ai processi di fabbricazione di parti in plastica

Quando occorre produrre un pezzo in materiale plastico è fondamentale scegliere non solo la materia ma anche conoscerne caratteristiche e processi di produzione. Ecco cosa devi sapere per scegliere il metodo vincente per il tuo progetto.

L’opzione giusta è quella che risponde alla tua idea

Quando hai a che fare con un progetto che dovrà essere realizzato in plastica, è fondamentale sapere quale materiale scegliere e quale processo sarà utilizzato per la produzione, in modo che il pezzo prodotto sia esattamente quello che avevi pensato.
La progettazione è essenziale così come lo è il prototipo ma per ottenere un prodotto su misura, cucito addosso al tuo progetto devi conoscere i processi produttivi che vengono utilizzati per rendere più performante il risultato finale.

4 fattori per scegliere una specifica lavorazione della plastica

Dopo la definizione del progetto di design vengono analizzati quattro fattori determinanti per scegliere la tecnica produttiva più adatta alla fattibilità dell’oggetto che intendi realizzare.
Quali sono questi fattori?

  • la tipologia della forma
  • quantità e costo di produzione
  • tempistiche produttive
  • materiale da scegliere: termoplastico, termoindurente o elastomeri.

Stabiliti questi quattro fattori si procede alla scelta del processo produttivo per realizzare un prodotto di qualità che si adatta ai tuoi KPI.

I più importanti processi di fabbricazione

I primi materiali plastici risalgono al XIX secolo, si tratta della Parkesina una resina che sembrava avorio; la Celluloide e agli inizi del ‘900 la Bachelite, la prima resina termoindurente.

Da allora ad oggi il panorama si è evoluto a tal punto, che si sono resi necessari nuovi processi produttivi, per garantire una sempre maggiore qualità e definizione dei prodotti finiti.
Ecco le principali tecniche di lavorazione dei materiali plastici:

  1. stampa ad iniezione: uno dei più diffusi processi di produzione in serie, anche di parti che richiedono dettagli molto definiti. Si procede con la messa a punto dello stampo che, se richiede l’inserimento di inserti, vengono aggiunti da un robot o attraverso un’azione manuale. La plastica viene inserita in granuli durante il processo di fusione e poi iniettata ad alta velocità nello stampo. Dopo il raffreddamento si procede all’estrazione del pezzo dallo stampo.
  2. Estrusione: utilizzato in particolare per la realizzazione di tubi, mantenendo sempre diametro e lunghezza predefiniti. Si procede con l’inserimento del materiale plastico riscaldato inserito con una vite all’interno dell’estrusore, permettendo la lavorazione sia di materie termoplastiche che termoindurenti. Esiste anche la tecnica dell’estrusione in bolla, utilizzata per la creazione di pellicole in polietilene, in particolare per la realizzazione del termoretraibile utilizzato negli imballaggi.
  3. Stampa per compressione: avviene grazie al processo di reticolazione
    sottoponendo il polimero, sotto forma di pellet o polvere, ad alta pressione. Esiste anche lo stampaggio per trasferimento che evita il processo di reticolazione, inserendo la plastica in uno stampo separato dove viene lavorata.
  4. Termoformatura: una delle tecniche più usate, spesso utilizzato per la realizzazione del polipropilene e del polistirolo. La lavorazione avviene per mezzo dell’estrusione di lastre fatte passare in uno stampo che per mezzo dell’aria compressa attribuisce la forma al pezzo prodotto.
  5. Soffiaggio: processo molto simile a quello che viene usato per il vetro. Partendo da una sezione cilindrica di materiale plastico, è possibile realizzare prodotti con corpi cavi (le bottiglie). Il meccanismo di lavorazione consiste nel soffiare aria ad alta pressione nel cilindro di resina, favorendo così l’adesione del materiale allo stampo.
  6. Pultrusione: una delle tecniche di lavorazione più interessanti e innovative per la creazione di rinforzati in fibra di carbonio o di vetro. Il meccanismo per ottenere materiali rinforzati in questo caso avviene con un’azione di pull (ovvero di tiro) delle fibre che così passano, dopo essere state bagnate dalla plastica, all’interno dello stampo. Il termine deriva dall’inglese pultrusion. Si tratta di una tecnologia molto avanzata che permette una produzione continua, limitando al minimo l’azione umana, se non per le fasi di controllo dell’alimentazione dei materiali di rinforzo utilizzati.
  7. Stampa 3D: il futuro della lavorazione della plastica arriva dalle stampanti in 3D, capaci di creare direttamente da un disegno, il prototipo del tuo progetto. Uno degli aspetti fondamentali delle lavorazioni di materiali in plastica è proprio la realizzazione di un prototipo fedele all’idea che si ha del prodotto da realizzare. Grazie ad un modello perfetto anche nei minimi dettagli è possibile ottenere una produzione in serie veramente su misura.

Il nostro lab di progettazione ti affiancherà nella scelta del materiale e della tecnica di fabbricazione più adatta al tuo progetto. Condividi con noi la tua idea e noi sapremo realizzarla in funzione delle tue esigenze e del tuo obiettivo di performance.

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